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15 Mar 2017 0 commenti

Private Stories: Yves Saint Laurent e l’amour fou

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Yves Henri Donat Matthieu-Saint-Laurent nasce il primo agosto 1936  nell’ Algeria francese, da Charles e Lucienne Andrée Mathieu-Saint-Laurent.

La sua infanzia si svolge  in una villa sul mediterraneo insieme alle  due sorelle, Michelle e Brigitte.

Il giovane  Yves, fin dalla prima adolescenza, mostra il piacere di disegnare bambole di carta  ed in seguito si diletterà nel disegno e nella creazione di  vestiti per la madre e per le sorelle.

All’età di  18 anni si trasferisce a Parigi ed entra nella Camera Sindacale dell’Alta Moda, dove i suoi disegni riscuotono immediato successo.

Michel De Brunhoff, editore di French Vogue, decide di presentare Saint Laurent al designer Christian Dior.

Saint Laurent riferì, a seguito dell’incontro, di essere stato “ispirato da Dior, che le basi della sua arte sono state tracciate da lui e che non potrà mai dimenticare gli anni spesi al suo fianco”.

Di fatto, lo stile di Saint Laurent cresce notevolmente sotto la guida di Dior, che matura e guadagna sempre più fama.

Alla morte di Christian Dior, avvenuta nel 1957, Yves diventa direttore creativo della maison.

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Yves Saint Laurent direttore creativo della maison Dior

Nel 1960, nel pieno del successo, Saint Laurent si trova costretto ad arruolarsi nell’esercito francese a causa della guerra d’indipendenza in Algeria. Dopo soli 20 giorni nell’esercito, lo stress da nonnismo porta Saint-Laurent ad un ricovero nell’ospedale militare dove riceve la notizia di essere stato licenziato da Dior. Questo licenziamento aggrava la situazione psicologica di Yves, che viene ricoverato nell’ospedale militare di Val-de-Grâce e sottoposto a cure psichiatriche con sedativi, psicofarmaci ed elettroshock. Saint Laurent ritenne poi, questo periodo in ospedale, l’origine dei suoi problemi mentali e della sua dipendenza da droghe.

Nel novembre del 1960, Saint-Laurent viene dimesso dall’ospedale e cita Dior per non aver rispettato i termini contrattuali. La vittoria in tribunale gli permette, dopo un periodo di convalescenza, di aprire l’omonima casa di moda al fianco del compagno e socio Pierre Bergé.

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Saint Laurent e Pierre Bergè

Negli anni sessanta e settanta la firma è al massimo prestigio grazie a ingegnose innovazioni in fatto di moda. Yves Saint Laurent è stato il primo designer di moda vivente a godere di una grande retrospettiva del suo lavoro, tenutasi nel 1980 al Metropolitan Museum di New York.

Alla pari di Chanel, Yves Saint Laurent ha creato uno stile unico ed è stato per decenni il simbolo dell’eleganza più raffinata, moderna ed  innovativa. Per primo, negli anni 60, ha capito che l’alta moda poteva trarre ispirazione dalla strada e non essere soltanto una realtà autoreferenziale, un mondo chiuso in se stesso senza rapporti con la realtà. Creò scalpore la collezione del 1958 con la quale esordì, quando, successore di Christian Dior, presentò negli eleganti saloni di Avenue Montaigne, una silhouette grintosa e irriverente, molto poco politicamente corretta per il conformismo sartoriale dell’epoca.

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Yves Saint Laurent

Si intuiva già lo spirito eterodosso di questo nuovo disegnatore, il quale, nell’arco della sua carriera ha mantenuto la promessa di allora, diventando un innovatore costante, un modernizzatore dell’immagine femminile. Ha fatto tutto o quasi tutto prima degli altri. Sua, decenni prima di Giorgio Armani, l’idea di trasferire i capi del guardaroba maschile a quello femminile: il blazer, la sahariana, lo smoking, il trench, il giubbotto di pelle, il tailleur-pantalone, sua la dirompente carica di vitalità abbinata a una divorante passione per l’arte che gli ha fatto fare omaggi estrosi ai maestri della pittura del Novecento, da Picasso a Andy Warhol, da Matisse, a Braque, da Mondrian a David Hockney, quando il binomio arte-moda non era ancora una trovata scontata, un luogo comune da passerella “colta”. Sue, ancora per primo, sono state le commistioni etniche e folcloristiche con le quali ha arricchito gran parte delle proprie collezioni di suggestioni che gli venivano di volta in volta dall’Africa, dalla Spagna, dall’India, dal Marocco, dalla Russia.

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L’ispirazione africana nelle collezioni di Yves Saint Laurent

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Lo smoking di Yves Saint Laurent

L’amore per il teatro e per la letteratura, Marcel Proust in testa, come autore feticcio, come nume tutelare, sono state anch’esse trasposte nella sua moda, infuse nei modelli che ha saputo creare. Ma al di là di una creatività multiforme, Saint Laurent ha avuto anche intuizioni commerciali geniali, come avere capito, ancora una volta in anticipo sui suoi colleghi, che le idee così moderne della sua alta moda potevano, sapientemente corrette, trasformarsi in prodotto industriale.

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Yves Saint Laurent durante la sfilata di addio alla moda con le sue modelle e muse

Dopo una lunga malattia, lo stilista si spegne per un tumore al cervello a Parigi, nella sua casa, la notte del 1º giugno 2008, all’età di 72 anni. Il suo corpo è stato cremato e le sue ceneri sono conservate nei giardini Majorelle di Marrakech, in Marocco, nella villa appartenuta al celebre artista francese Jacques Majorelle e in seguito acquistata e ristrutturata da Saint Laurent e Bergé.

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Il giardino Majorelle a Marrakesh

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Yves Saint Laurent nella sua villa di Marrakesh

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Saint Laurent a Marrakesh

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