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27 May 2013 0 commenti

MARIA CECILIA ANDRETTA: IN BOSNIA CON OXFAM ITALIA

In Bosnia con Oxfam Italia

A una settimana di distanza dalla prima tappa del Pre-loved on tour, Maria Cecilia Andretta ci racconta il suo viaggio in Bosnia con Oxfam Italia e come è nata l’iniziativa Pre-Loved on tour.

Ciao Maria Cecilia, ti conosciamo come fondatrice di Private Griffe, ma non tutti sanno che sei da tempo dedita all’impegno sociale. Quando e come hai cominciato?
Il mio impegno nel sociale è nato come un’esigenza: sono sempre stata molto sensibile alle condizioni disagiate, allo sguardo di un bambino affamato o malato, a persone sole perché la loro condizione li ha emarginate dalla società o perché malate. La mia prima esperienza di volontariato attivo all’estero è avvenuta in una casa accoglienza per bambini da 0 a 10 anni in Romania, a Câmpina, un progetto nato da un gruppo di suore della valle d’Aosta. Lì mi occupavo da sola di 20 bambini piccoli, tra 0 e 2 anni. È stato incredibilmente soddisfacente vedere come, in un mese, bambini che sono normalmente poco stimolati siano diventati più vivaci, socievoli e interattivi. Non volevo più andare via. Ho fatto assistenza anche in altre case di accoglienza per bambini, in alcune mense per i poveri a Milano e in Emilia Romagna. Il prossimo Agosto partirò per la Cambogia con Oxfam.

Mi dicevi infatti che non credi in un volontariato a distanza ma sei per l’impegno attivo…
Credo che “fare charity” o volontariato possa voler dire molte cose… credo che molte persone lo strumentalizzino, ma che in realtà non siano mosse da veri sentimenti. Credo anche che per capire i meccanismi dello sviluppo solidale e dell’assistenza ai meno fortunati sia necessario vedere di persona e toccare con mano.

Ora, sei rientrata di recente da un viaggio in Bosnia, con Oxfam, dove avete scattato le foto che vediamo qui?
La Bosnia è uscita dall’agenda di giornali e mass media, però la situazione è ancora critica… Nonostante siano passati vent’anni dalla fine della guerra, il tessuto economico in Bosnia Erzegovina rimane gravemente compromesso. Molte delle aziende esistenti sono troppo piccole e inefficienti per competere con l’economia di mercato. L’obiettivo di Oxfam è quello di far ripartire l’economia locale cominciando dalle piccole imprese sostenibili. Ho avuto modo di conoscere e passare del tempo con Silvana Grispino (Country Manager locale di Oxfam Italia) e il suo team; sono rimasta impressionata dalla dedizione con cui gestisce un progetto così importante e delicato.

Per esempio?
L’idea è quella di incentivare la creazione di aziende di piccola scala, come le aziende a conduzione familiare, che sfruttino le risorse presenti sul territorio. La Bosnia Erzegovina è una terra meravigliosa con una natura variegata fatta di monti, fiumi e laghi incantati. Promuovere la conoscenza di questa terra, supportare iniziative pilota per incentivare il turismo – come la creazione di nuovi percorsi di hinking, rafting e biking – migliorare i sistemi di ospitalità rappresentano il primo passo. Oxfam si sta preoccupando inoltre di sostenere l’avvio di cooperative di prodotti tipici, per lo più di origine rurale e casearia, in modo da creare valore partendo da ciò che questa terra produce naturalmente.

Che ruolo hanno le donne?
Fondamentale e Oxfam parte proprio da loro in quanto forza motrice del nucleo familiare. Molto spesso queste piccole aziende sono portate avanti proprio dalle donne. In viaggio con me oltre a Ilaria Lenzi e Marina Faccioli di Oxfam Italia, c’erano Isabella Borromeo, Camilla Bove, Enrica Ghia di The Circle e Laila Bonazzi, giornalista di MarieClaire. Siamo donne che vogliono aiutare altre donne e questa sinergia tutta al femminile è una caratteristica di The Circle.

Quindi le donne hanno un ruolo fondamentale sul territorio, ma anche all’interno della stessa organizzazione che si fa promotrice del sostegno?
Esattamente. The Circle funziona attraverso incontri periodici tra donne che discutono di progetti concreti che possono partire anche dalla proposta di una sola di loro e poi vengono condivisi e diventano un impegno per tutte.

“Pre-loved on tour” è uno di questi progetti?
“Pre-loved on tour” è stato ideato da Private Griffe come una formula per il fund rising il cui ricavato va a finanziare svariati progetti di Oxfam in ordine di priorità. “Pre-loved on tour” è una dimostrazione di come iniziative innovative e sostenibili nascano all’interno del mondo femminile e trovino una feedback positivo tra le donne; un esempio simile si è avuto qualche tempo fa con Annie Lennox in Inghilterra. Questa volta, Livia Firth si è impegnata in prima persona facendo appello a tutte le donne italiane e la risposta è stata entusiasta, persino oltre le aspettative. Merito anche della collaborazione di MarieClaire, nostro media partner ufficiale.

Moda e charity quindi sono compatibili?
Possono esserlo quando il consumo è responsabile. Il second hand è una maniera di comprare moda e amare la moda che si basa su una prospettiva più ampia ed etica. Quando è nata l’idea di Private Griffe, la possibilità di legarla a progetti charity rappresentava uno sbocco naturale.

Il team di Oxfam Italia insieme al team di Oxfam Bosnia e le donne di The Circle
Una donna di The Circle al memoriale di Srebrenica

Biba racconta la sua storia sul ristorante che ha aperto lungo il fiume Drina, grazie all’aiuto di Oxfam.

Vista di Sarajevo

L’incontro tra The Circle Italia e The Circle Bosnia con Sabina Kudik

I segni di una guerra rimangono per anni nei luoghi e nei cuori di chi l’ha vissuta

In visita alla cooperativa Insieme che produce ottime marmellate organiche

Sulle rive del fiume Drina, Oxfam ha progetti di water management per la conservazione del fiume

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