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09 Mar 2017 0 commenti

Chanel: i segreti di Coco

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Chanel è forse il marchio di moda più amato dalle donne di tutto il mondo, per la sua allure senza tempo e per la storia della sua fondatrice: Gabrielle Coco Chanel.

Ma voi conoscete davvero la storia che si nasconde dietro le creazioni della maison di Rue Cambon 31? Scopriamo insieme i segreti di una tra le stiliste più famose al mondo.

Gabrielle Bonheur Chanel nasce il 19 agosto 1883 in un ospizio dei poveri a Saumur, figlia di  Henri-Albert Chanel e Jeanne DeVolle. Il padre di Gabrielle era un venditore ambulante, che girovagava per mercati dell’Auvergne, tra i monti della Francia sudorientale.

La famiglia si trasferisce poco dopo a Issoire. In seguito alla morte della moglie, Albert prende con sé i figli per abbandonarli nuovamente presso la residenza della propria madre, a Vichy. La donna non poté occuparsi personalmente dei bambini e Lucien e Alphonse vennero quindi mandati a lavorare presso un’azienda agricola. Le tre sorelline Chanel, invece, vengono affidate alle suore della congregazione del Sacro Cuore, presso l’orfanotrofio di Aubazine.

Nelle collezioni di Chanel si può percepire l’influenza degli anni di vita monacale. Come fa notare Karen Karbo, le suore hanno ispirato in Mademoiselle l’«amore per il bianco ed il nero» e l’«austerità»

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IL LEONE: Chanel era un leone, come segno zodiacale e nella vita. Il suo carattere forte, aggressivo e maestoso l’ha portata al successo. Il leone è uno dei simboli presenti fin dagli inizi della sua carriera, impresso sui bottoni dei suoi completi e usato per le creazioni bijoux. Il leone vegliava su di lei attraverso le statue del suo appartamento e la accompagnava in tutte le scelte. 

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IL NUMERO 5: il leone è il quinto segno dello zodiaco e da qui deriva il numero della famosa bottiglietta di profumo, preparata per lei da Ernest Beaux, profumiere degli Zar di Russia. Il profumo scelto e rinominato come N° 5 rivoluzionò il mondo della moda e della profumeria. Non solo Chanel fu la prima stilista ad entrare nel mondo della profumeria, ma fece creare una fragranza nuova e misteriosa, composta da varietà di fiori mai utilizzate prima. Il celebre tappo della bottiglietta, ispirato alla planimetria di Place Vendome, verrà ripreso nelle forme per le creazioni di gioielli, accessori, orologi e anche degli specchi della casa di Gabrielle. Il numero 5 aveva per Chanel proprietà magiche di buon augurio: ad oggi Chanel N° 5 resta il profumo più venduto al mondo. 

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LA GIACCA: la giacca di Chanel non è una semplice giacca, ma è il capo d’abbigliamento che liberò le donne. Capo maschile diventato femminile grazie a Coco, simbolo di eleganza disinvolta, nel 1954 rivoluziona il mondo della moda: si presenta dritta, sfoderata, morbida in tweed per dare libertà di movimento. Una catenina interna la profila, per garantire la perfetta caduta del capo. Sui bottoni, lo stemma con le due C è una novità assoluta dell’epoca. Da 60 anni è una pietra miliare della maison e del guardaroba delle donne di tutto il mondo. 

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COCO: era il nomignolo con il quale la chiamava il padre, raccontava Gabrielle. In realtà Coco era il nome con cui la chiamavano le truppe di cavalleria davanti alle quali cantava “ Qui qu’a vu coco sans le trocadero?” in un bar durante la sua adolescenza. Coco è il senso di austerità e amore per il bianco e nero, ispirato dal convento dove era cresciuta. Ma Coco è anche la successiva passione per lo stile barocco e opulento, trasmesso dal ricordo degli abiti religiosi e degli interni delle chiese. 


LA BORSA 2.55: 2.55 si riferisce al Febbraio 1955, anno della creazione della borsa più famosa del mondo. Coco voleva creare una borsa comoda per le donne ed è per questo motivo che aggiunse una catena regolabile, in modo che si potesse portare a spalla o a tracolla. Le prime borse furono prodotte in tessuto; solo successivamente venne introdotta la pelle di agnello. Il famoso matelassé pare fosse ispirato dalle giacche dei garzoni di scuderia che Chanel vedeva alle gare dei cavalli. L’interno Bordeaux, invece, venne ispirato dalle divise dei bimbi dell’orfanotrofio dove era cresciuta. La catena della borsa, invece, era un ricordo della catena del portachiavi dei custodi dell’istituto in cui trascorse l’infanzia. Una chicca: la tasca posta sotto la patta di chiusura pare fosse usata da Coco per nascondere le lettere d’amore degli svariati spasimanti. 

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« Mi sono stancata di dover portare la mia borsa in mano[…] quindi ho aggiunto sottili cinturini, cosicché possa essere usata come una borsa a tracolla. »

LA CAMELIA: è uno dei simboli più forti della maison: usata per le creazioni di gioielleria e come adorno delle borse di collezione non fu mai abbandonata da Chanel. Si ritrova nella tappezzeria del suo appartamento di Parigi che tra disegni e ornamenti cinesi, ispirò Coco per la creazione di collezioni che ricordano l’Oriente e l’esoterismo, ai quali la iniziò Boy Capel, inglese ricco e colto che fu suo compagno e che la aiutò nell’apertura dei suoi negozi. 

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Coco Chanel, attraverso la moda, rappresentò il nuovo modello femminile che stava sviluppandosi nel 900: una donna dinamica,che lavorava e che non poteva più essere schiava dell’abbigliamento costrittivo della Belle Epoque.

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« Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriere dovevano infilare le maniche; invece, avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche. »

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